Canne al vento

Добавил admin 13 ноября, 2009 19:33 Italian Language Комментариев: 0   
Canne al vento

Romanzo di una Sardegna arcaica e fantastica, Canne al vento è, allo stesso tempo, storia di un popolo che erra alla ricerca di un raggio di speranza e di un figliol prodigo che ritorna a casa dopo aver perso tutte le speranze.
Dietro la semplicità voluta della trama, si nasconde un mondo denso di simboli e miti. Miti della Bibbia e miti profondamente umani.

L'ideale biblico più significativo è indubbiamente quello del "figliol prodigo", rappresentato dalla figura di Giacinto, nipote dei Pintor e, soprattutto, da quella del protagonista, il garzone Efix, che, ovunque vada, ritorna sempre alla casa cui è legato per l'eternita da un duplice movente: un assassinio — è lui che uccide il suo padrone, Zame — e l'amore che prova per le figlie della vittima.
L'impressione trasmessaci dall'autrice riguardo all'omicidio non è del tutto negativa. Zane è descritto come un uomo crudele e senz'anima. Di più, Efix uccide per amore e per onestà. Il suo non è il gesto di un comune innamorato, ma di un amante della giustizia, della vita. Egli vuole proteggere Lia dal padre e difendere la sua fuga. Le altre sorelle, Ruth, Ester e Noemi, rimarranno per sempre prigioniere dell'ombra del genitore morto. «… un timore di vita, un desiderio di morte, una paura di passioni, uno stato di umilità, tutte le disgrazie, le lagrime, il rancore».

Efix si accorge che non ci sarà mai più nulla da cambiare e decide di protteggerle a rischio di non vivere la propria vita. La sua filosofia è «l'uomo è così fatto: buono e cattivo, poi è sempre infelice, i ricchi pure sono spesso infelici».
Accompagnandolo, anche noi riusciamo a scorgere i suoi sforzi per redimersi dall'assassinio, suo più grande e unico peccato — lavorerà senza paga, seguirà un'esistenza da mendicante con un senso di religioso pentimento, accorderà piena fiducia al nipote Giacinto, accolto come un figlio, ambirà a vedere Noemi sposata. Il tutto culmina nello sforzo sovraumano di non morire prima delle nozze, cossiché la sua morte non possa in alcun modo rappresentare un motivo di fallimento.
Leggendo il romanzo, si scopre un mondo arcaico popolato da folletti e morti che resuscitano la notte. Un mondo primordiale, dove ciascuno conosce bene il proprio luogo. Grazia Deledda immagina la storia come un misto di tradizioni, miti e umanità, tutto riscaldato dal sole ardente dell'isola, dove la gente si lascia portare dal vento: la sorte.
Significativo è il dialogo tra Ester e Efix, due persone che, dopo una vita vissuta nel paese, si sentono come "canne al vento". Ester: «Perché la sorte ci punisce così come punirebbe le canne?» Efix: «Sì, siamo esattamente come le canne al vento. Noi siamo le canne e la sorte il vento». Ester: «Sì, va bene, ma perché questa sorte?» Efix: «È perché il vento? Solo Dio lo sa». Un dialogo drammatico, paragonabile a una pièce teatrale, che riflette la concezione sarda della divinita e del mondo.
Poetica e teatrale è anche l'immagine della giovane Grixenda che piange la propria pena d'amore per Giacinto, facendo piangere anche Efix: «… e il dolore di entrambi era quello di questo popolo, che ricordava al garzone un passato di ombre e lui sognava assieme a questa ragazza ad un futuro luminoso, tormenti di sofferenza, d'amore». Così, Efix dedica la vita alla famiglia rovinata dei Pintor. Il suo sacrificio è tanto bello quanto crudele, egli non ne ricaverà nessuna soddisfazione, al contrario, soltanto sofferenza. Giacinto descrive in modo ottimale il personnaggio di Efix: «… anche i Santi sono stati tormentati eppure non cessano di essere Santi».
Ed ecco il mito "faustiano" di chi trova la propria felicità aiutando gli altri. «Tu dove hai trovato la vera Ascensione?» «Vivendo per gli altri», dice Giacinto a Efix e continua «Così voglio far anch'io, Efix, come te, sei tu quello che mi ha salvato, io voglio essere come te».
Non vorrei privare il lettore di un così grande piacere, scrivendo di più sul romanzo, che è un invito particolare alla scoperta dei valori belli della vita, più o meno nascosti in ciascuno di noi, che sia servo o padrone.


Canne al vento
Автор: Grazia Deledda
Издательство: Il 3' Anello - Ad Alta Voce - Radio Tre
Год выпуска: Settembre 2008
Исполнитель: Valentina Carnelutti
Качество: 96kbit, 48000Hz stereo
Формат: mp3
Размер: 254 Mb [rar + 3%]
Язык: Italian

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